Attraverso questa manifestazione, la storia esce dai libri e dalle aule accademiche, diventa occasione di incontro e di confronto, si appropria delle dinamiche di comunicazione e si avvicina a tutti. Durante il festival l’archeologia si cala nella strada e nei luoghi d’incontro, diventando fruibile e viva memoria di ciò che è stato vissuto prima di noi. La memoria del luogo, non ridotta a mera conoscenza dell’antico, assume, così, un connotato lirico ed è destinata ad innescare un processo di consapevolezza del vissuto storico, diventando inevitabilmente linfa rigenerante della nostra identità.